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A chi non vota come Renzi tolgono i soldi per i malati di cancro, a De Luca, invece……….

A chi non vota come Renzi tolgono i soldi per i malati di cancro, a De Luca, invece……….
Novembre 28
08:08 2016

Vai, Renzi, raccontalo ai tuoi figli: ho tolto i soldi per curarsi meglio ai bambini di Taranto malati di cancro (è l’accusa del presidente pugliese Michele Emiliano) e ai genitori che sono nelle stesse condizioni, anche grazie alla libertà di avvelenare che questo governo, come quelli di prima, ha dato alla fabbrica (attento a cosa inventerai per smentire: ci ricordiamo delle porcate sull’Ilva dette da un tal ministro Clini, poi finito in galera).

Vai, ministra alla salute Lorenzin (pure questa ci doveva toccare!): come sei stata capace di insultare i cittadini della Terra dei Fuochi, dicendo che i loro tumori sono conseguenza di “stili di vita” sbagliati (don Maurizio Patriciello ti chiese dove aveva sbagliato un bimbo di tre anni appena morto di cancro, ma tu non rispondesti), ora hai avuto il coraggio di privare i tarantini di un aiuto pur tardivo e scarso e persino già messo in bilancio, per alleviare le pene di chi combatte contro il tumore (chissà se è al corrente la stilosa ministra, che a Taranto ci sono bambini che hanno preso un cancro che colpisce solo accaniti fumatori in età avanzata). Inteneriscici, Lorenzin: fatti fotografare mentre accarezzi i tuoi bambini, così regaliano quelle immagini, perché ne traggano conforto, ai malati di Taranto, grandi e piccoli.

Se state per dirmi: ma che c’entrano i bambini con i loro genitori? Ecco, è esattamente quello che voglio sottolineare: che c’entrano i malati, pure gravi, e inclusi i bambini, con la sporca politica di chi ragiona secondo lo schema: o sei con Renzi, o muori?

Su, sottosegretario De Vincenti, spiegaci con altre parole, visto che le prime non ci hanno convinto, anzi offeso (“È assolutamente squallido strumentalizzare la salute dei tarantini, in specie quella dei bambini, per coprire la più totale inadeguatezza del servizio sanitario pugliese”), come mai è giusto spendere 60 milioni per il campionato di golf, 100 per quello di sci, 170 di affitto per l’aeroplanino del Fanfarone di Firenze che lo vuole più lungo (quello su cui hanno viaggiato i suoi predecessori gli faceva schifo. Ma Trump, il suo, se l’è comprato con i soldi suoi) e, nel giorno in cui il fattorino dei suoi padroni Renzi Matteo, capo del governo “per chiamata diretta” da parte di un presidente della Repubblica all’obbedienza di una loggia massonica fascista statutinitense dal 1978 (pubblicato in “Massoni”), portava altri 11 miliardi alla Lombardia di “Prima il Nord” di Robero Maroni, ecco…, spiegaci perché è giusto sottrarre, quello stesso giorno, 50 milioni ai malati di tumore della città più inquinata d’Europa (anche grazie a voi).

Per favore, sottosegretario alla rapina del Sud, presso la presidenza del Consiglio del più antimeridionale governo della storia della Repubblica, evita di ripeterci che per “il problema” hai nientepopodimeno che fissato un appuntamento per il 12 dicembre con i rappresentanrti delle popolazioni interessate. Siete così assuefatti al massacro del vostro prossimo standone lontano, che non ti rendi conto (o forse sì e ne godi? Ormai bisogna persarle tutte con gente come voi) di quanto sia irritante, offensivo sentirsi dire di dover esser grati per un appuntamento e un altro cesto di chiacchiere, mentre smollate miliardi nostri a gente che sta bene e fa sport e alla città (Milano) e alla Regione (Lombardia) già inondate di soldi pubblici (da Expo a Human Technopole), e togliete le briciole ai nostri malati.

L’appuntamento, certo. Il 12 dicembre, certo. Diremo a chi sta male di resistere, per potersi godere, quel giorno, quel che direte. Volete che cantino l’inno nazionale? Ci preme saperlo, per fare un po’ di prove generali, prima. Se no, lo fischiamo, come allo stadio.

A proposito: cos’è che ha avuto il coraggio di dire sua eccellenza il sottosegretario al massacro del Sud (dica al capo della servitù di J. P. Morgan, Renzi, che abbiamo molto apprezzato la sua visita in Sannio e Irpinia a promettere cazzate a go-go, per strappare qualche ”sì” alla macelleria costituzionale verdiniana, mentre si è inutilmente atteso un euro, una visita e un gesto da parte del governo, per la popolazione cui un anno fa il fango ha distrutto strade, case, aziende, piantagioni ad alto reddito, fabbriche che ormai stanno chiudendo…), ah, sì: “È assolutamente squallido strumentalizzare la salute dei tarantini, in specie quella dei bambini”, dice sua eccellenza a chi rimprovera il taglio dei 50 milioni destinati ai malati di cancro di Taranto.

Quando il cinismo tocca tali altezze, bisogna levarsi il cappello; pure il male, a certe vette, suscita ammirazione. De Vincenti parla di squallore… Lui, uno dei pezzi forti del governo che, per assicurarsi i voti dichiaratamente clientelari, comprati, di uno dei politici più impresentabili di sempre, don Bicienzo De Luca, ha cambiato la legge a tempo di record e alla vigilia del voto, e reso possibile che il presidente di una Regione che non spende bene i soldi della Sanità divenga commissario per spendere bene i soldi della Sanità della stessa Regione inadatta che lui guida (una a caso…, vabbe’, mo’ non mi viene. Chiedete a sua eccellenza il sottosegretario, lui lo sa).

E a strumentalizzare la salute è chi protesta per il taglio a danno dei malati tarantini? Che studi ha fatto De Vincenti (a parte quelli dichiarati in biografia, dico). Possibile non abbia mai incontrato un concetto, non solo matematico, detto del “limite”?

Il governo più incompetente e antimeridionale della storia repubblicana regala la Sanità di intere Regioni a chi ha dato le più ampie prove di far uso clientelare delle risorse pubbliche, poi taglia uno stanziamento già in bilancio, quattro soldi, rispetto alle cifre in gioco, a favore di malati di cancro, però in una Regione che non si piega alle pretese colonizzatrici dei padroni di Renzi e della sua accozzaglia. E a far uso politico della sofferenza è chi protesta?

Questa banda di nominati sta combattendo una guerra senza risparmio di infamia e colpi bassi contro il Sud in generale, ma in particolare contro quei rappresentanti politici della rabbia e della protesta meridionale che non accettano la sottomissione, l’insulto e la mancia in cambio del silenzio sulla rapina delle risorse del Mezzogiorno (dal petrolio agli investimenti pubblici, ai fondi europei, alle nuove generazioni ad alta qualificazione).

E tutto viene usato: la fame, la malattia, la perdita di speranza, l’abbandono, la mafia (se state per dire no, vi ricordo chi ha in pugno questo governo, garantendogli la maggioranza in Parlamento: Denis Verdini, per il quale Marcello Dell’Utri, in galera per mafia, è “un punto di riferimento”, “un’icona, una figura carismatica”. Questo non comporta che se Dell’Utri suggerisse: «Fate cadere questo governo», Verdini obbedisce, o ne tiene conto, o ne viene comunque influenzato; ma non si può nemmeno impedire che ci sia chi lo pensi; né ce la possiamo cavare con: chi si somiglia si piglia, dimmi con chi vai e ti dirò chi sei, eccetera, ma non sono io ad aver scelto con chi stare al governo).

Poi ci vengono a dire (lo schema “unità d’Italia” da un secolo e mezzo: soldi al Nord, chiacchiere al Sud): il 12 dicembre ne parliamo. Cioè dopo il referendum, giusto? Fammi capire: non li avete dati prima, quei soldi, ai malati di cancro, per comprare i loro voti, come avete fatto altrove, e ci volete far credere che glieli date dopo? A meno che non intendano annunciare che ai malati di Taranto hanno tolto i soldi per assumere personale sanitario, accorciare le liste d’attesa, garantire cure migliori, ma daranno biglietti gratis per i campionati di golf e lo sconto su quelli per del campionato di sci, a cui i soldi, tre volte tanto, sono stati elargiti.

A patto che sopravvivano fino ad allora, sia chiaro. Se se ne vanno prima, non sarà mica ancora colpa del governo? Secondo voi potrebbe esserci, in tal caso, qualcuno capace di strumentalizzare la salute dei tarantini, in specie quella dei bambini, sino a questo punto?

Non ci provate. De Vincenti vigila! E vi aspetta il 12 dicembre (se poi piovesse…, e che è colpa sua?)

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Pino Aprile

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