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Scorie nucleari, il Nord le produce ma il Sud le deve conservare, per i secoli sei secoli

Scorie nucleari, il Nord le produce ma il Sud le deve conservare, per i secoli sei secoli
agosto 24
10:19 2016

Il Ministro dell’Ambiente ha annunciato che entro l’anno saranno resi noti i siti prescelti per “discutere” dello stoccaggio delle scorie nucleari di madre patria. Siccome, proprio ora, non è il caso di abbassare la guardia, si ripropone un articolo già pubblicato qualche mese fa. Si prega vivamente di leggerlo fino in fondo, anche se un po’ lungo, ne va del futuro di tutti noi.

L’anno scorso, su svariate reti televisive, è apparso un inquietante e misterioso “spot” informativo, edito dalla Sogin, l’azienda che per lo Stato si occupa del disarmo degli impianti atomici in Italia, che “ci” poneva uno strano e imbarazzante quesito: “Sullo smaltimento dei rifiuti radioattivi non siamo andati avanti. Hai tu pensato ove mettere le scorie nucleari della Nazione? “. Naturalmente, “loro” lo hanno già pensato e deciso (o almeno ne hanno una idea molto precisa), vogliono solo preparare gli abitanti della zona prescelta ad assorbire il colpo, facendolo passare come un sicuro business che porterà benessere e prosperità alle popolazioni prescelte. Ma non siamo mica in Svezia!!!
Questa strana repubblica che è l’Italia, piena di corruzioni ed affarismi, vorrebbe che i cittadini bevessero la storiella dell’utilità di ospitare un tale sito? Una struttura del genere deve durare centinaia di anni in piena sicurezza e i controlli dovranno essere continui, tecnologicamente all’avanguardia, serissimi e oltre ogni dubbio di corruttele od omissioni. Siamo sicuri, invece, che il luogo diverrà una macroscopica, pericolosissima, “discarica”, ove i fusti arrugginiranno implacabili, senza alcun intervento e nell’indifferenza di tutti. Altro che opportunità di ricerca e sviluppo; se questa opzione fosse realmente esistita statene certi avrebbero già scelto il Nord, e non da adesso. Però, a pensarci bene, un posto ideale ci sarebbe. Sì, nell’immediato entroterra campano, dalle parti di Caivano o Acerra, ove gli abitanti sono così felix di viverci che ogni notte accendono grandiosi falò, in allegria, sì, un posto ben conosciuto allo Stato italiano e frequentatissimo dagli industriali del Nord: la “terra dei fuochi”, appunto. Sì, mettiamole lì le scorie nucleari, tanto la via è già tracciata, ci sono abituati alle tossicità da quelle parti e poi, cosa volete che siano qualche altro centinaia di migliaia di morti per cancro, cosa volete se nasceranno ancora più bimbi malformati, cosa volete se l’aria è appestata e irrespirabile, da qualche parte bisogna pur metterle le scorie, di ogni genere, e dove, sennò, se non al Sud, in questo Sud maledetto, conquistato, irriso, buggerato, turlupinato, appestato e affamato. Siatene certi: la scelta definitiva su dove stipare migliaia di tonnellate di rifiuti radioattivi sarà, certamente, in una delle Regioni meridionali. C’hanno già tentato un dieci anni orsono con Scanzano, nella Basilicata ionica (per poi fare marcia indietro, riconoscendo, a posteriori, perfino la sismicità del territorio).
Eppure il Nord produce, da solo, oltre il 70% di tali scorie e sarebbe logico, giusto e giocoforza effettuarne lo stoccaggio, che so, fino ai 699 m.s.m. delle prealpi piemontesi o lombarde, o nella soffice pianura, oppure in qualche vasta cavità sotterranea dell’appennino tosco-emiliano. “L’Europa ce lo impone”, è l’imperativo categorico cui i governanti italiani fanno spesso riferimento per giustificare loro incapacità di scelta e anche macroscopiche forme di ingiustizia (c’abbiamo fatto il callo!) nei confronti del Meridione. Pensiamo che la soluzione più equa sarebbe la creazione di tre siti diversi – Nord, Centro e Sud – e ogni problema sarebbe risolto. Ma poi come si farebbe ad affibbiare a noi tutta la pericolosità dell’operazione? Questa volta è d’uopo dare perfettamente ragione a Salvini e alla Lega Nord, che da anni strombazzano un irritante slogan: “Prima il Nord!”, come se non fosse stato sempre così. Sì, signori miei, PRIMA IL NORD, e che il Nord si accaparri pure questo stoccaggio nucleare, è suo diritto. Noi, ci batteremo allo spasimo affinché ciò non accada nei nostri territori. Adesso basta!

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Antonio Pulcrano

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