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L’Europa dei muri scricchiola, è tempo che l’Italia lasci l’Unione Europea

L’Europa dei muri scricchiola, è tempo che l’Italia lasci l’Unione Europea
Marzo 05
15:35 2016

Il dramma di migliaia di migranti che non riescono a entrare in Europa dà la misura del fallimento dell’Unione Europea, che oltre ad aver impoverito alcuni dei Paesi della stessa Unione (e tra quest l’Italia), continua a non avere una politica estera comune di fronte a drammi epocali. E’ più serio che ogni paese si organizzi per proprio conto

di Lorenzo Ambrosetti 

E’ stato assegnato l’Orso d’oro al festival di Berlino a Francesco Rosi per un documentario sulla condizione dei migranti nel mondo.

Questo ambito premio è stato assegnato con chiare finalità politiche dai promotori del festival, sottolineando il fatto che l’Unione Europea  ha fatto, e continua a fare ben poco, per fronteggiare un fenomeno  che ha assunto ormai il carattere della epocalità.

La chiusura del Brennero da parte dell’Austria  e l’accanimento respingente dei Paesi dell’Est Europa che alzano barriere e muri divisori che ostacolano l’ingresso dei migranti verso le rotte del Nord testimoniano il fallimento dell’Europa politica, che non solo non sembra riuscire ad avere una politica estera comune in moltissime materie in cui dovrebbe averla,  ma che tradisce il principio del rispetto e della salvaguardia dei diritti umani che ha costituito il fondamento su cui si basano i Trattati e le Convenzioni internazionali.

L’Alto Rappresentante per la politica estera, incarico attualmente ricoperto dall’italiana Feredica Mogherini, assume sempre più le vesti di un fantoccio, di un burattino di latta, incapace di segnare la rotta di una politica estera realmente comune dell’Europa,

Mentre si susseguono ininterrotti i summit e le riunioni tra i vari Capi di Stato e di Governo dei Paesi dell’Unione, migliaia di potenziali richiedenti asilo che avrebbero diritto, secondo le convenzioni internazionali, a ricevere assistenza morale e materiale da parte dei Paesi in cui arrivano, muoiono o rimangono bloccati alle frontiere .

L’Europa dei burocrati, delle grandi banche, delle multinazionali che giocano a speculare  sulla carne viva del cittadini europei sembra ormai giunta al capolinea.

Sarebbe ora che l’Italia, come del resto sta facendo il Regno Unito, uscisse dall’Unione europea, con la considerazione fondante che non esiste neppure un concetto di Europa, visto che neanche il rispetto dei più elementari diritti umani spinge gli Stati verso politiche di solidarietà e di mutuo soccorso.

Il soccorso e la salvaguardia dei diritti degli ultimi, dei meno fortunati, di quelli che fuggono da fame e guerra,  dovrebbe rappresentare compito prioritario di una Europa che pretende, probabilmente a torto, di essere la culla della civiltà mondiale.

La visione miope dei componenti della Commissione europea, unita alla completa inutilità del Parlamento europeo che dovrebbe, a  rigore,  svolgere un ruolo maggiormente incisivo nei complessi meccanismi di ingegneria costituzionale adottati nei Trattati,  non stanno soltanto portando alcuni Paesi europei al disastro  economico, ma costituiscono un pericolo per la democrazia in Italia come del resto negli altri Paesi europei, costituendo un’espropriazione di sovranità ormai non più tollerabile.

Che una decina di burocrati, dal curriculum peraltro assai discutibile (vedi Junker), debbano essere gli artefici del destino dei cittadini italiani che non li hanno in nessun modo eletti e neanche sanno chi sono o li hanno mai sentiti parlare o visti almeno una volta in televisione, è cosa che grida scandalo e sovverte completamenti i cardini dello Stato di diritto e della sovranità popolare sui quali la nostra Costituzione parla un linguaggio oltremodo chiaro e distinto.

Intanto questa banda di carnefici chiude le frontiere, lascia morire di fame e di freddo migliaia di esseri umani,  ed in spregio ai più elementari doveri di solidarietà umana su cui l’art. 2 della nostra Costituzione fonda e connota in senso autenticamente democratico l’azione dei pubblici poteri, viola apertamente i principi contenuti nei Trattai e nelle Convenzioni internazionali.

E’ ora di finirla.

E’ venuto il momento che l’Unione europea chiuda i battenti e sancisca definitivo il suo più completo e totale fallimento politico e progettuale.

 

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