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L’attacco alle banche in Borsa? Le ‘sofferenze’ non c’entrano. E’ la resa dei conti sui titoli ‘tossici’

L’attacco alle banche in Borsa? Le ‘sofferenze’ non c’entrano. E’ la resa dei conti sui titoli ‘tossici’
Febbraio 13
13:37 2016

In queste ore si finge di non vedere quello che sta succedendo. I ‘mercati’ – sigla dietro la quale ormai si celano i potentati che controllano quasi tutti i mercati finanziari internazionali – hanno deciso di eliminare le banche piene di titoli ‘tossici’. E stanno cominciando dall’Italia. Chi pensa che la bufera in Borsa contro i titoli bancari si fermerà è un illuso

di Economicus

Su una cosa, forse per la prima volta, il Presidente del Consiglio del Ministri, Matteo Renzi, e il Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, hanno detto la verità: e, cioè, sul fatto che le ‘sofferenze’ delle banche italiane non sono un problema. Ribadiamo: hanno ragione. Perché i crediti in ‘sofferenza’ – cioè i crediti erogati a soggetti (in Italia per lo più grandi gruppi economici) che non sono più in grado di restituire i soldi che hanno preso in prestito – non sono il problema. Non è per questo motivo a causa del quale le banche del nostro Paese hanno perso e continuano a perdere in Borsa. Non è per questo, per dirla in gergo, che sono sotto scacco.

Il motivo è un altro e non riguarda solo le banche italiane, ma tutte le banche europee. Quello che sta succedendo lo ha in un certo senso anticipato il sociologo Luciano Gallino, parlando della crisi economica e finanziaria dell’Unione Europea dell’Euro. Una crisi che il grande sociologo, scomparso del Novembre dello scorso anno, ha definito “crisi della democrazia”.

Gallino ha ricordato una cosa che, oggi, molti fanno finta di non ricordare: l’esposizione delle banche europee con i cosiddetti titoli ‘tossici’. La Deutsche Bank – una delle più grandi banche tedesche – ricordava Gallino, sarebbe esposta per una cifra astronomica che si aggirerebbe intorno a 70 mila miliardi di Euro!

E le banche italiane? Giornali e Tg del nostro Paese  parlano di 200 miliardi di crediti in ‘sofferenza’. Che sono una bazzecola rispetto ai titoli ‘tossici’ che si trovano nelle ‘pance’ delle banche italiane.

Di certo i titoli ‘tossici’ nascosti dalle banche del Belpaese non arrivano ai livelli delle banche tedesche: ma la situazione è, in ogni caso, molto critica. Ed è aggravata dalla disinformazione che circola sull’argomento.

Facciamo un esempio. E’ vero che, negli anni passati, le banche tedesche hanno usufruito di 250 miliardi di Euro di aiuti da parte dell’Unione Europea. Ma cosa volete che siano se la sola Deutsche Bank ha nei propri ‘forzieri’ titoli ‘tossici’ pari a circa 70 mila miliardi di Euro?

Cosa vogliamo dire? Semplice: che fino ad oggi – parliamo del periodo che va dal 2008 ad oggi – le banche europee sono andate avanti perché i ‘mercati’ (parola dietro la quale, ormai, si nascondono potentati economici e finanziari che controllano quasi tutto il mercato finanziario internazionale) lo hanno consentito. Ma, a quanto pare, oggi non è più così.

Con molta probabilità, è iniziata una sorta di resa dei conti. Contrariamente a quello che dicono certi commentatori, noi siamo convinti che, la prossima settimana, in Borsa, ricomincerà il tiro al bersaglio contro le banche e, in particolare, contro le banche italiane.

In questo scenario l’Europa dell’Euro si trova a fronteggiare due problemi tra loro strettamente interconnessi: le difficoltà di una moneta unica che è già un errore se unisce Paesi molto diversi con tassi di sviluppo diversi e, soprattutto, con interessi diversi; e le difficoltà delle banche europee, che sono state gestite da banchieri temerari, se non incompetenti, che tra il 2003 e il 2007 hanno pensato di risolvere tutti i problemi (che essi stessi avevano creato) acquistando dagli Stati Uniti titoli apparentemente molto remunerativi, ma in realtà rischiosi, che alla fine si sono rivelati trappole.

Rispetto a questo scenario Renzi e Padoan hanno aggravato la situazione. E’ stato un errore grossissimo coinvolgere nella crisi le banche di credito cooperativo con una discutibile ‘riforma’. Non sappiamo cosa abbiano inventato ai dirigenti delle banche di credito cooperativo del nostro Paese. Ma è chiaro che il tentativo è quello di utilizzarle per tappare i ‘buchi’ delle banche piene di titoli ‘tossici’. Così come siamo sicuri che, tra qualche mese, il governo metterà le mani anche nelle Casse rurali.

Che dire? L’Euro non è più sostenibile. Così come non sono più credibili le banche europee e, in particolare, le banche italiane. Il problema è che gli italiani sembrano addormentati. E dire che il governi Renzi ha già fatto approvare dal Parlamento di ‘nominati’ la legge sul Bai In, ovvero un provvedimento folle in base al quale i ‘buchi’ delle banche verranno pagati dai risparmiatori.

Si tratta di una legge truffaldina che non avrebbe mai dovuto essere approvata. Per un motivo semplice: perché i ‘buchi’ della banche italiane provocate dai titoli ‘tossici’ in pancia sono noti almeno dal 2008. Otto anni dopo si decide di utilizzare i soldi dei risparmiatori italiani per tappare questi ‘buchi’. Tutto questo è incredibile. Ed è incredibile che gli italiani non si siano ancora accorti del precipizio dentro il quale rischiano di cadere.

 

 

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