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I ‘savi di Kyoto’ e la falsa guerra del clima

I ‘savi di Kyoto’ e la falsa guerra del clima
Dicembre 01
14:53 2015

La Scienza del Clima ha nascita antica ed è il prodotto di una avventura straordinaria. Come tutte le Scienze essa subisce i condizionamenti dei “Poteri Forti”, non deve dunque sorprendere che una colorata lobby onusiana di studiosi (IPCC-Intergovernamental Panel on Climate Change) premiata col Nobel e sponsorizzata da una precisa “Cospirazione” di cui diremo, stia legittimando quella clamorosa falsificazione ormai nota come “Global Warming”, un mix di eco-catastrofismo e darwinismo razzista assai sofisticato, servito in involucro colorato, umanitarista e ambientalista, ma di contenuto neomalthusiano. Perfino al di là del Trattato di Kioto (1997) –e delle sue fallimentari repliche- che permette ai paesi ricchi di “barattare” spudoratamente la propria quota di emissioni nocive ai paesi poveri, per non dire che anche ad applicarlo integralmente si ridurrebbe l’impatto di una quota complessiva irrilevante. E se la “Cospirazione” è partorita da forze mentali americane, sono proprio gli USA, principali inquinatori del Pianeta, a non averla mai sottoscritta: ma questo è secondario…Lo faranno come spot nelle lotte elettorali e ad uso e consumo dello Spettacolo globale: poi, i singoli Stati dell’Unione, di volta in volta…

Al momento ci basta chiarire che la corretta comprensione della “Guerra del Clima” configura una cartina di tornasole utile ad orientarsi nel caos delle tante battaglie dell’imperialismo multipolare nel pluralismo -democratico o meno- delle sue correnti, frazioni e cosche. Tutti a caccia di CO2!. (1)
L’obiettivo dello spettacolo sul Global Warming è quello dell’Occidente di sempre: mantenere il controllo neocoloniale delle risorse naturali, e condizionare l’ascesa di Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica (BRICS). Sul piano delle soluzioni tecniche, oltre le Nebbie dello Spettacolo, i problemi posti dalla “Guerra del Clima” sarebbero razionalmente affrontabili: attraverso il sequestro e immissione nel sottosuolo del carbonio emesso dalle centrali elettriche, per non dire del Motore a idrogeno dell’Ingegnere Massimiliano Longo, brevettato quarantanni fa!. Le forze produttive “appaiono” imprigionate in rapporti sociali di produzione le cui Forze Mentali non sono al Servizio dell’Umanità, ma dell’unica divinità che conti veramente qualcosa: il Dio Profitto. E non servono condanne morali o moralistiche. Serve ben altro, Papa Francesco!.
La “chiamata alle armi” degli eco-imperialisti si fonda su una Tesi, peraltro ipocrita e fallita in partenza: se lasciamo sviluppare l’economia dei BRICS, si avrà un incremento inedito dell’impiego di risorse quali petrolio, carbone, gas, metalli…Tale incremento genererà catastrofi ambientali, carestie e malattie. Il Circo Hollywood-MTV-CiaNN e compagnia cantante… è al lavoro da decenni, con la sua artiglieria pesante di blockbuster catastrofisti. E un intero filone letterario eco-catastrofista si è ormai emancipato, come genere specifico, dalla Science Finction. Sono oltre duemila i romanzi di questo nuovo genere -Science Climate -certo non molto originale: la Bibbia non la batte nessuno!.

VULCANO DELLA PRODUZIONE E PALUDE DEL MERCATO
Il Vulcano produttivo asiatico travolgerà la Palude occidentale riducendo in “bolle finanziarie” il suo delirio parassitario?. La “Guerra del Clima” si risolverà in uno scontro militare di dimensioni titaniche?. Le domande le abbiamo. E sono chiare. Quanto alle risposte…di “profeti di sciagure e “Piaghe d’Egitto” ve ne sono già abbastanza. Pensiamo positivo, e Camminiamo eretti.
Andiamo per ordine. Le Scienze che lo studiano confermano non solo che il clima segue leggi regolari ma anche che gli eventi catastrofici -amplificati oggi dalla comunicazione globalizzata- appaiono invece del tutto nella norma. Sebbene non manchi chi sostenga la tesi dell’andamento caotico del Clima, non si può dire che le Scienze applicate non abbiano elaborato modelli previsionali imperniati su regolarità e invarianze che, nel breve periodo, permettono se non altro di non brancolare nel buio: ciclone in Florida, nebbia in Valpadana, calmi gli altri mari, Palermo non pervenuta: e poco più. Va da se che non è la Realtà a doversi adeguare ai modelli previsionali, semmai il contrario. Comunque sia, come vedremo, ad essere “impazzito” non è certo il Clima. Non diciamo che non ci siano “catastrofi”, ma che ci sono sempre state, perché la Legge Generale che muove l’Universo è la Legge della Rivoluzione Permanente, ciclica e non lineare…A noi basta sapere che il Pianeta Terra, come milioni di altri Pianeti, non pare faccia eccezione. clima
A determinare il clima della Terra è il Lavoro della Natura: la nostra posizione nella Galassia, i mutamenti nelle emissioni solari, le variazioni cicliche più piccole nell’orbita terrestre, le correnti oceaniche, l’attività dei vulcani...La Terra è un pianeta vulcanico: ai vulcani deve tutto.
Punto di partenza: nessuna valutazione empirica di breve periodo può dire nulla di certo, dal momento che i principali fattori che determinano il clima della Terra sono basati su cicli astronomici orbitali che durano 21.000, 40.000 e 100.000 anni. E’ evidente che la temperatura terrestre è determinata in primo luogo dal Lavoro del Sole e dal flusso dei raggi cosmici. E’ inoltre certo che i campi magnetici noti come “macchie solari” sono in relazione col clima terrestre, quanto il flusso cosmico con la formazione delle nuvole. La loro riduzione, tra il 1645 e il 1715, conosciuta come “Minimo di Maunder”, coincise con una piccola era glaciale. L’osservazione dell’astronomo inglese Maunder (1851-1928) –peraltro un Santo socializzatore delle Scienze del Cielo- ha trovato conferme definitive nei lavori scientifici dell’equipe del danese Friis-Christensen che le ha indagate su un periodo di quattro secoli, fino al 1990.
Vero è che il “surriscaldamento delle temperature terrestri” -quali che ne siano le cause- produce lo scioglimento dei ghiacci abbassando la salinità dell’Oceano fino a provocarne l’alterazione di quelle correnti che determinano il “clima temperato” al quale ci siamo adattati. Ma non sta scritto in nessuna Apocalisse che l’Umanità non saprebbe adattarsi anche a climi differenti, anzi: lo ha già fatto tante volte. Siamo forti.
Per quanto riguarda la CO2, ammesso che sia fattore decisivo nei mutamenti climatici, nessuna persona onesta può negare che la sua frazione di origine antropica sia del tutto irrilevante per esempio in relazione alle quote –valutabili per stima, ma non prevedibili- prodotte dai vulcani…
La Terra è un pianeta vulcanico: l’Etna, la Fucina di Adranos e dei Ciclopi, la Fabbrica di Efesto, laddove il Mito è Verità scientifica, rigenera il corpo celeste denominato Terra e il suo metabolismo. Come si fa a prevederne l’attività sul lungo periodo, quando non si riesce ancora a prevederne regolarmente le eruzioni, pur essendo il massiccio vulcanico più monitorato e studiato del Mondo, da scienziati siciliani di primo livello assoluto, dall’INGV di Catania?. (2)
In verità nessun modello previsionale di lungo periodo in materia di mutamenti cosmici “catastrofici” vale più dell’oroscopo del Mago di Canicattì. Non si riesce ancora a prevedere una terrestre eruzione dell’Etna, il vulcano meglio monitorato del Pianeta, mentre la cosca scientista dell’IPCC misura scorregge nei pollai cinesi e scarichi delle motoapi indiane, per annunciare apocalittiche piaghe d’Egitto: jettatori neomalthusiani secondo i quali miliardi di asiatici non dovrebbero accedere alle “delizie” dell’Occidente, magari in rapido passaggio, mangiare carne e muoversi in auto… Proteine e Forza motrice per l’unico vero Eroe planetario nell’alba del Secolo XXI: l’Operaio cinese.
Per il veganesimo di ritorno e la bici elettrica c’è tempo. Quanto alla polvere da sparo, al momento basta “l’artiglieria pesante delle merci” in salsa confuciana. La Cina è vicina, e sta permettendo a milioni di “occidentali” di vestirsi, rinfrescarsi ecc. a basso costo, salvando “in contanti” centinaia di migliaia di persone sull’orlo del fallimento: basta guardarsi intorno, da Catania a Milano. Invece di sbraitare contro una inesistente invasione cinese: i giovani siculo-cinesi, nati a Catania, sono tra i migliori a scuola, per non dire altro!. Energie preziose.
Piccolo inciso: in un sistema complesso, e il corpo cosmico chiamato “Terra” lo è, perfino l’inquinamento può essere metabolizzato. Non è questa una buona ragione per inquinare, né per pontificare su un Futuro non-prevedibile. Meglio una buona puntata di Star Trek o un monologo di Seldon nel “Crollo della Galassia Centrale” di Asimov. Meglio ricordarsi che l’Ossigeno nasce come forma di inquinamento, nel Cambriano, cioè mezzo miliardo di anni fa, e che senza effetto serra saremmo già tutti morti da un bel pezzo: arrostiti o surgelati, cambia qualcosa?. E che c’è un delirio di fondo, una hybris, una arroganza “prometeica” che va evidenziata onestamente, poiché non risparmia nessuno. A monte di tutto v’è il Lavoro della Natura, il Lavoro del Sole e della sua dialettica cosmica con la Terra… Quando parliamo di “Produzione” di energia facciamo solo ridere. Dal Vento, alla potenza imprigionata nell’Atomo, al più profondo giacimento di Petrolio, è la dinamica delle forze naturali a realizzare la Produzione di Energia, è il Lavoro del Sole… E non esiste energia pulita, nè energia sporca. Esistono rapporti di produzione più o meno “puliti” o “sporchi”. E’ il grande problema irrisolto dello Sviluppo Umano. Altro che “Guerra del Clima”!. In verità, le balle della falsa scienza, non meno che le Verità prodotte dal Metodo scientifico – fin da quando venne concettualizzato e verificato sperimentalmente in Sicilia da Archimede (287-212 a.C.), con soluzioni di bellezza inedita e applicazioni tecniche che forse solo l’ambiente sociale sikeliota poteva permettersi in quel Mondo- sono frutto del General Intellect umano. Le Forze mentali che se ne appropriano, le impugnano, oggi più che mai, nelle faide globali dell’Imperialismo multipolare/.
La Guerra del Clima è il campo di battaglia, non solo ideologica, di Forze globali. E non è necessario scomodare “Teorie complottiste” per intuirvi anche l’esistenza di una dimensione militare: il Programma HAARP non è una invenzione letteraria. Il Regime statunitense investe da mezzo secolo nella ricerca sulle radiazioni ad alta frequenza (High Frequency Active Aurora l Research Project), sviluppando un sistema di armamenti con effetti devastanti sul clima. Altro che scarichi di lape indiane e scorregge di polli cinesi!. (3)
Sostenendo la tesi secondo cui il cosiddetto Riscaldamento Globale sarebbe ” fino al 90% colpa dell’uomo” -e in particolare delle emissioni di CO2 (Quarto Rapporto IPCC, 2007)- e profetizzando “effetti serra” e aumenti di temperatura fino a 6 gradi in un secolo…rilanciati da una grancassa mediatica che Goebbels manco se la sognava, affermano una mostruosità ideologica necessaria, come vedremo, solo a scopi di mobilitazione geopolitica e di marketing affaristico. Perchè mentono? Perchè ci “terrorizzano”? Cosa ci vogliono “vendere”?. E’ tempo di rivalutare il Mago di Canicattì, ché almeno i numeri li dà per l’Enalotto!.
Il raffreddamento che 8.500 anni fa ridusse l’Europa Occidentale ad una sterminata prateria di neve, scrive perfino il “New Scientist”, “venne scatenato da un fenomeno assimilabile allo scioglimento della calotta polare”. E Groenlandia vuol dire Terra Verde, e vi si coltivava l’uva!. L’archeologia “polare” riserverà qualche sorpresa? Nuove-antiche Vie di comunicazione ritorneranno praticabili? Nuove contese per le risorse del sottosuolo si scateneranno?.
Mentre è chiaro, alla Glaciologia, che l’attuale riduzione relativa dei ghiacci è solo l’ultimo atto di un ritiro cominciato con l’esaurirsi dell’ultima Grande glaciazione, la Wurmiana , diecimila anni fa. E comunque, si rilevava nel report 2005 di “Terra e LiberAzione”: “Una montagna di ghiaccio sta crescendo da una decina d’anni al Centro della Groenlandia ed anche il ghiaccio galleggiante della banchisa dell’Antartide Orientale sta crescendo, aggiungendo una massa di ghiaccio marino molto più grande di quella che si è persa nella frantumazione, molto propagandata, della banchisa dell’Antartide Occidentale” (Journal of Glaciology).
A dieci anni di distanza, un attimo nel Tempo cosmico, al “National Astronomy Meeting” di Llandudno in Galles, nel luglio 2015, il team anglo-russo della professoressa Zarkhova ipotizza la possibilità di una nuova mini-Era glaciale nei prossimi decenni, sulla base di un “nuovo modello matematico previsionale sui cicli solari, fondato su una più profonda comprensione dell’effetto dinamo tra lo strato esterno-superficiale e lo strato della zona convettiva più vicino al cuore del Sole”.

In breve, si ipotizza, avremmo un ciclico ritorno del “Maunder Effect” come prodotto della separazione totale tra le due onde di attività del Sole. E fin qui lo capiamo anche noi. Che nello Spettacolo della “Guerra Climatica”, il “partito IPCC” stia ignorando questa ipotesi scientifica ci pare normale, né, d’altronde, possiamo condividerne l’uso propagandistico che ne farà la fazione “negazionista” espressione del plutocratico e infernale “partito fossile” (petrolio, gas, uranio…).
La verità indicibile è che un modello previsionale di lungo periodo non esiste, ce ne saremmo accorti!. E quando dovesse esistere –perdurando il caos della mercatura capitalistica- varrà quanto i giacimenti d’acqua frizzante scoperti su una luna di Saturno: un cazzo. Buoni solo a giustificare i folli progetti di colonizzazione spaziale della Nasa, sempre che non siano false flag per mantenere in piedi un baraccone di tecno-spionaggio che il vuoto siderale, la materia oscura, il buco nero –e l’impulso colonizzatore- non v’è bisogno alcuno di cercarli nell’infinito cosmo: essi vivono. Tra noi. Sono loro.
Al dunque, parliamo di “Global Warming” o di Nuova Glaciazione?. Come si può vedere la differenza non è da poco. Ci dobbiamo preparare a secoli di caldo torrido o di freddo polare?. Slippini o maglione?. Schiatteremo tutti sotto le macerie di un altro crollo di Civiltà?. E’ “colpa nostra” o, sostanzialmente, si tratta di un normale fenomeno naturale?. E se si trattasse, invece, solo dello Spettacolo di una nuova guerra tra fazioni dell’imperialismo multi…polare, forma geopolitica dell’attuale disOrdine Mondiale?.
La Questione Energetica è la Grandemadre di tutte la battaglie: forza motrice e polvere da sparo costruiscono gli Imperi moderni. Per esempio: senza gli zolfi e il salnitro = polvere da sparo, che il sottosuolo siciliano offrì come detonatore all’Era Moderna, l’Impero britannico non sarebbe andato molto oltre le visioni alcolizzate dei suoi corsari e avventurieri: cotone e spezie coloniali avrebbero ritrovato la Via della Seta in cambio di argento, non di fucilate e oppio. La distruzione del grande e fragile Regno delle Due Sicilie e la battaglia per la costruzione e il controllo del “Canale di Suez” , nella seconda metà dell’Ottocento, tracciarono la via per i conflitti dell’Avvenire, per dirla con Ferdinand De Lesseps.
Vinsero le Forze mentali che riuscirono a impugnare la Scienza e la Tecnica, mettendole al servizio di una idea di dominio globale che concepiva l’Isola di Sua Maestà britannica come una grande nave destinata a dominare, coi mari e le altre isole, anche il Mondo. Gli eredi di un popolo di pastori immigrati che svendevano la loro lana ai mercanti delle Fiandre, compresero la funzione storica della Scienza e della Tecnica. In questo furono grandiosi. E non poteva che sorgere da quel mondo non solo la Scienza economica moderna e la sua stessa critica radicale, ma anche una letteratura laicamente profetica. (…) clima 2

I BARILI DI BRISTOL
Già nel Settecento, nel suo capolavoro “I viaggi di Gulliver”, Jonathan Swift aveva sbeffeggiato la Falsa-Scienza narrando dell’Accademia di Lagado. Esilaranti “scienziati” si accanivano: chi nel cercare di costruir case a partire dal tetto, chi di estrarre, a un prezzo ragionevole, raggi solari da cetrioli (“ma fra otto anni, non subito,… sol perchè i cetrioli, quest’anno, costano maledettamente cari!”). E v’era anche il genio che si scurfuniava il cervello per produrre cibo da sterco: ricevendo dalla “Società” una dotazione settimanale d’un bidone colmo di merda varia “grande circa quanto un barile di Bristol”.
1-Per produrre agroetanolo si brucerà cibo sufficiente ad alimentare un miliardo di esseri umani, partendo da qualsiasi biomassa: dal mais al grano, dalla canna da zucchero alla barbabietola, dalla palma…bruciando immense quantità di suoli, acqua, fertilizzanti…E forza lavoro. Ma il colmo è che il ciclo dell’etanolo genera anch’esso gas a “effetto serra” , per non dire che per coltivare e distillare un potenziale energetico di 100 joule in etanolo, occorrono attualmente 77 joule di carburanti fossili. E’ così irrazionale che solo un miliardario flusso di incentivi pubblici ne può sostenere artificialmente la produzione.
2-Proiettando i “piani” a pieno regime, il tutto si risolve in una goccia rispetto al mare di benzine da fonte fossile bruciato dall’economia dei paesi industrializzati: come se la forza motrice “fossile” non avesse alternative, a partire dal motore. Avessero sviluppato, per esempio, il motore di Longo!.
3-Paul Crutzen, premio Nobel per la chimica, sostiene che la produzione di biocarburante, sprigionando protossido d’azoto, scaricherebbe nell’atmosfera un gas serra trecento volte più dannoso dell’anidride carbonica. Sia chiaro che non prendiamo per orocolato neanche le “profezie” che ci farebbero comodo.
4-Il boom drogato dei biocarburanti ha provocato l’aumento del prezzo dei cereali, tanto da incidere perfino su quello della carne negli Stati Uniti e, sopratutto, del pane dove questo si traduce direttamente in fame di massa.
Sono pazzi?. No, “è il capitalismo, bellezza!”: il Corporate capital, quello della Monsanto, della Archer Daniels Midland, della Cargill e compagnia bella: giganti globali dell’agrobusiness, che fatturano e contano quanto decine di Stati dell’ONU…messi insieme!. Ecco cosa intendiamo per correnti, frazioni e cosche dell’Imperialismo multipolare: qualcuno ci definisce “dietrologi”. Minkia! E meno male che stanno tutti sui listini della Borsa di Chicago e tra i Big Sponsor dell’Expo milanese, la squallida Sagra global-paesana inscenata dai falsi “salvatori del Pianeta e nutritori dell’Umanità”!. Maschere, chè gli affari sono affari.
Ogni “proteina”, ogni “caloria”, ogni “kilowatt” di Energia, nella visione oligarchica del Corporate capital, vanno tradotti in brevetti, in profitti, in controllo sociale. E la Contesa globale si misura su milioni di megawatt, gigawatt, terawatt…e su triliardi di calorie…La “fonte” è indifferente.
A “rinnovarsi”, nella forma-merce capitalistica, sono solo i profitti, perfino col leverage sui future e i bit coin sull’Energia primaria, il Cibo: tutto si tiene. Altre “bolle finanziarie” annunciate. Giordano Bruno direbbe: Spaccio alla Bestia trionfante!. Chi li conosce li evita. Ma come?. A “kilometrozero” c’è solo la Fame!. I Biopoteri hanno brevettato perfino il Dna delle più sperdute tribù amazzoniche, per non dire del germoplasma, delle sementi e di chissà quanti virus e batteri!.

LA PESTE NERA DEL SECOLO XXI
Se vogliamo comprendere le Forze mentali …non possiamo che partire dal Signor Malthus. Pastore anglicano ed economista, nel 1798 pubblicava il suo celebre “Saggio sul principio della popolazione”. Muovendo dallo studio del rapporto tra demografia e produzione agricola nella colonie inglesi d’America (Nuova Inghilterra), ricavò che la crescita della popolazione avrebbe presto esaurito le risorse disponibili, proponendo come “via di salvezza” la castità puritana (per i “bianchi”) e, di fatto, lo sterminio -anche per carestie ed epidemie- delle “razze inferiori”.
“Ogni bambino nato in soprannumero rispetto all’occorrente per mantenere la popolazione al livello necessario deve inevitabilmente perire, a meno che per lui non sia fatto posto dalla morte degli adulti … Pertanto dovremmo facilitare, invece di sforzarci stupidamente e vanamente di impedire, il modo in cui la natura produce questa mortalità; e se temiamo le visite troppo frequenti degli orrori della fame, dobbiamo incoraggiare assiduamente le altre forme di distruzione che noi costringiamo la natura ad usare… Invece di raccomandare ai poveri l’igiene, dobbiamo incoraggiare il contrario. Nelle città occorre fare le strade più strette, affollare più persone nelle case, agevolando il ritorno della peste. In campagna occorre costruire i villaggi dove l’acqua ristagna, facilitando gli insediamenti in tutte le zone palustri e malsane. Ma soprattutto occorre deplorare i rimedi specifici alla diffusione delle malattie e scoraggiare quella persone benevole, ma tratte decisamente in inganno, che ritengono di rendere un servizio all’umanità ostacolando il decorso della estirpazione completa dei disordini particolari”.
Le sue idee hanno influenzato in profondità i settori reazionari dei Poteri Forti dell’Occidente e non solo. L’unica Scuola Umana che -fin dai suoi fondatori: Marx ed Engels- vi si sia opposta con chiarezza, è quella del Socialismo scientifico, radice possente dell’Albero del Realismo dialettico: non a caso la più combattuta e infangata dalle Forze mentali che dominano il nostro Pianeta. Forze mentali tanto diaboliche quanto impotenti davanti alla scoperta scientifica che le crisi del modo di produzione capitalistico sono di sovraproduzione di cibo ed energia, proteine e forza motrice, ecc. Non sono, in sé, Carestie bibliche. Qui di seguito pubblichiamo alcune citazioni indicative di neomalthusianesimo, in verità non basterebbe l’elenco telefonico di New York per riportarle tutte.
“Nel caso in cui mi reincarnassi, mi piacerebbe tornare sottoforma di un virus mortale, in modo da poter contribuire in qualche modo a risolvere il problema della sovrappopolazione”. Filippo di Edimburgo, fondatore del WWF, 1988.
“Il problema maggiore è costituito da quei maledetti settori nazionali di quei paesi in via di sviluppo. Credono di avere il diritto di sviluppare le loro risorse come pare loro opportuno. Vogliono diventare delle potenze”. Thomas Lovejoy, vice presidente WWF-USA, 1984
Il neomalthusianesimo sarà la Peste Nera del Secolo XXI?. Si. Ma il vaccino esiste.
Ovviamente, nel perseguire la filosofia malthusiana non usano più questo linguaggio. Il peggior razzismo malthusiano ha indossato spudoratamente una maschera arcobalenata, ambientalista, umanitaria e buonista, interfacciata, nel carnevale pluralista delle democrazie imperialiste, con l’esatto rovescio del politicamente scorretto, razzista in bianco e nero. Uniti nel far fesse le già strafesse “opinioni pubbliche” occidentali: “bombardiamoli a casa loro!”.
Anche la specie del globalismo neo-oligarchico si evolve. Il Capirlo ci permette almeno di mantenere una solida Indipendenza culturale nella Vita quotidiana e nel Cammino sociale. Una Indipendenza strategica senza la quale si finisce squagliati nella palude dello Spettacolo globalista e delle sue Forze mentali, disintegrati nella banalità terrificante dei suoi campi minati.
Guardiamo lontano e Camminiamo eretti. E’ già tanto.

Mario Di Mauro – Istituto “Terra e LiberAzione”.

 

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