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Strage di Parigi: siamo così sicuri che si tratti dell’Isis?

Strage di Parigi: siamo così sicuri che si tratti dell’Isis?
novembre 15
12:10 2015

I mass media occidentali, maestri di menzogna, si affannano a definire come Isis il terrorismo che ha colpito Parigi. Non sono di questa opinione, perché l’Isis è terrorismo mercenario pagato dagli USA e non ha gente tanto motivata da farsi saltare in aria come hanno fatto gli otto kamikaze delle stragi parigine. Io credo che a Parigi abbia agito un commando del patriottismo islamico non corrotto dai finanziamenti USA-NATO e non inquinato da rapporti con l’Arabia Saudita e con la Turchia Stati-cani da guardia degli interessi coloniali occidentali nel Medio Oriente.

Il fatto che uno del commando fosse un ragazzo di 20 anni della banlieu parigina mi conferma in questa convinzione. Il terrorismo Isis è stato creato in laboratorio negli USA. La signora Clinton ha ammesso di esserne autrice anche se poi si è affrettata ad aggiungere che è uscito dal controllo degli Usa. Io non credo proprio che l’Isis non sia tutto controllato dagli USA. I kamikaze che si sono fatti saltare in aria lo hanno fatto perché la loro resistenza, la loro guerra è asimmetrica. Non hanno carri armati e modernissimi costosissimi droni ed aerei da bombardamento. Hanno soltanto se stessi da offrire alla causa della loro libertà e di quella dei loro popoli dall’oppressione del colonialismo occidentale che non ha mai cessato di esistere dopo la seconda guerra mondiale.

Non è vero che c’è stato un reale processo di decolonizzazione. E’ vero che l’India non è più dominio di Sua maestà la regina d’Inghilterra e probabilmente è l’unica potenza sfuggita alla morsa di processi di decolonizzazione truccati e svuotati di reale volontà di autonomia e di rispetto. In tutta l’Africa e specialmente nel Medio Oriente l’Occidente è rimasto come potenza ostile pronta ad intervenire con la forza e con la corruzione per correggere la traiettoria dei Paesi che si proiettavano in una area di vera autonomia ed indipendenza. Il simbolo dell’assoluta non rinunzia dell ‘uomo bianco e specialmente degli anglosassoni al controllo del mondo coloniale è dato dalla prigionia di due milioni di palestinesi a Gaza in una prigione a cielo aperto dalla quale, a volte, evadono per poco tempo come topi in cunicoli scavati al confine con l’Egitto e che a volte vengono inondati da gas letali dagli israeliani.

Proprio qualche giorno fa Obama, l’uomo più potente del pianeta che sostiene finanziariamente e militarmente Israele, ha allargato le braccia ad Abu Mazen e gli ha detto che nessuna prospettiva di libertà è possibile. Questo atteggiamento di reale appoggio e copertura ad Israele contro il popolo palestinese acuisce la frustrazione nei territori occupati e genera reazioni come l’intifada dei coltelli. Una reazione che è solo di disperazione e che purtroppo fa più danno ai palestinesi di quanto ne faccia ad Israele.

Gli Usa hanno voluto destabilizzare l’equilibrio che si era creato in Medio Oriente. Dopo avere aggredito la Libia che sotto la saggia guida di Gheddafi era diventata una delle nazioni più prospere del mondo e dopo averla distrutta sono partiti alla conquista della Siria di Assad al grido di “Assad se ne deve andare”.

Gli Usa hanno imparato a non usare più i loro soldati nelle guerre coloniali. Soldati che hanno dato vita negli USA ad oltre venti milioni di veterani afflitti da ogni genere di invalidità e di pazzia e con una forte propensione al suicidio per le tristissime condizioni economiche nelle quali l’avaro governo federale degli USA li tiene. Molti di loro vivono in Messico perché il sussidio del governo USA non basta per farli vivere negli States per i quali hanno combattuto. Usano da cinque anni in Siria eserciti mercenari da loro addestrati che non potrebbero mai essere vinti da Assad perché ricostituiscono i loro organici man mano che vengono distrutti o messi fuori combattimento dall’esercito siriano. Una ricostituzione che avviene con i dollari USA e l’aiuto dell’Arabia Saudita e di Israele che provvede al loro reclutamento ed addestramento.

Solo il riconoscimento del diritto di ogni Paese alla propria indipendenza può fare cessare il terrorismo. Ma gli USA non mostrano alcuna volontà di cambiare linea. Obama ha annunziato che non andrà via dal’Afghanistan almeno per i prossimi anni. In Iraq ha lasciato una base militare grande quanto la Città del Vaticano, probabilmente munita di armi nucleari. In Siria nonostante gli accordi di pace per merito della Russia si ostina a reclamare la testa di Assad. Nonostante la tregua raggiunta con l’Iran non ha revocato l’embargo, così come non lo ha ancora revocato a Cuba, nonostante il Papa e tutto il resto.

Gli Usa non vogliono la pace in nessuna parte del mondo e si preparano alla guerra con la Russia e la Cina. Non aspetteranno certo che la Russia riacquisti il potere militare dell’Urss e cercheranno di farla fuori prima, magari per mano di Paesi europei sciovinisti come la Polonia ed i Paesi baltici. Per questo l’esecrazione del terrorismo fatta ieri da tante manifestazioni pro-Francia svoltesi in Italia non cambia la situazione e non mette l’Occidente al riparo. Ci saranno altre stragi non appena si ricostituiranno le condizioni per la loro realizzazione. L’Occidente va avanti a testa bassa perché non vuole lasciare in libertà la Siria, la Libia, l’Irak, l’Afghanistan, la Palestina e magari cambierà atteggiamento sugli accordi stipulati con l’Iran per riprendere le ostilità. Vuole affettare la Siria come un salame in due o tre pezzi, uno dei quali annesso ad Israele. Vuole la distruzione del popolo curdo al quale sembrava di avere concesso una parte dell’Irak. Insomma vuole vincere e stravincere.

Le uniche parole sagge sulla questione, da parte dei politici italiani tutti pappagalli di Obama e di Hollande, sono state pronunziate da Bersani, l’ex segretario del PD una volta comunista quando il PCI era scuola di saggezza politica e di moderazione. Bersani ha detto che la soluzione va trovata al tavolo delle trattative nel quale deve esserci anche la Russia. Non credo che assisteremo al bombardamento di Teheran come abbiamo fatto per quello di Bagdad. Abbiamo visto saltare in aria la città sotto le bombe USA dalle poltrone dei nostri salotti e magari ci siamo divertiti come ad uno spettacolo di giochi pirotecnici Ma erano bombe vere, alcune di una tonnellata di tritolo, capaci di scardinare le fondamenta dei grattacieli. Noi eravamo incantati dalle luci delle esplosioni mentre migliaia di persone venivano uccise.

La risposta a questo spettacolo è giunta con molti, molti anni di ritardo a Parigi. Ma non è finita. Ci sarà altro, perché gli USA, nonostante le crescenti inquietudini europee, non hanno alcuna intenzione di ritirarsi dai teatri di guerra che hanno creato.

Sull'Autore

Pietro Ancona

Pietro Ancona

  • simonen73

    Certo che pur di vendere qualche pubblicità per i click ne scrivete di stronzate !!!!!
    questa isis non è la stessa di qualche anno fa.
    questi ora sono autonomi e pericolosi
    cercate di vendere meno click di pubblicità e scrivere cose più sensate
    grazie

    • Ciao Simone, cerchiamo solo di dare voce a visioni differenti. Leggi anche questo:
      http://www.nientedipersonale.com/2015/11/07/lisis-ai-raggi-x-come-si-finanzia-e-i-pericoli-per-leuropa/

    • maria

      che gli Stati Uniti abbiano volutamente destabilizzato tutto il medio oriente per le loro manie egemoniche e abbiano alimentato il terrorismo per i suoi scopi, non credo sia un fatto così privo di fondamento, per il resto, non giudico, essendo la vicenda estremamente complessa, ma è giusto ascoltare le diverse voci in proposito

    • maria

      di pubblicità non ne vedo molta

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