NientediPersonale.com

 Breaking News

Dopo Iraq e Libia tocca alla Siria: il piano di distruzione di USA-ISIS

Dopo Iraq e Libia tocca alla Siria: il piano di distruzione di USA-ISIS
novembre 04
02:00 2015

Iraq, Libia e Siria sono stati attaccati e quasi distrutti perché costituivano tre modelli sociali e politici in grado di contagiare tutto il mondo arabo e fare saltare in aria il modello subalterno e spaventosamente ingiusto rappresentato dall’Arabia Saudita e dalle satrapie del Golfo. E’ ancora vivo a Palermo il ricordo della lussuosissima nave di crociere con centinaia di “principesse” e mogli di alti dignitari il cui shopping quotidiano consisteva nello sperpero di milioni di dollari in gioielli, vestiti e stupidaggini varie mentre le loro popolazioni soffrono la fame e le spaventose prigioni per quanti vengono sospettati di essere critici con il regime. La ricchezza oscena di poche famiglie e la povertà totale di milioni di esseri umani è il modello prediletto dal sistema capitalistico occidentale.

Iraq Libia e Siria non solo sono stati un vero e proprio successo sociale e di convivenza tribale e religiosa, nel rispetto del patrimonio storico ed archeologico dei rispettivi Paesi, ma anche e soprattutto un successo economico. La Libia aveva riserve auree e di valuta per molti miliardi di dollari. Basta rileggere i bollettini della Banca di Italia per capire quanto fosse prospera una nazione di tre milioni di abitanti e di sei milioni di immigrati dall’Africa con un PIL (Prodotto Interno Lordo) tra i più alti del mondo. L’Italia, che si è data una terribile zappata sui piedi obbedendo alla ingiunzione USA di muovere guerra nel 2011 aveva un esport-import con la Libia di 50 miliardi di Euro annui ed altre centomila lavoratori specializzati, professionisti, imprenditori e tecnici italiani ne ricavavano lauti guadagni. La Francia e l’Inghilterra erano invidiosi di questo immenso polmone economico-finanziario dell’Italia e hanno convinto la Nato assieme agli USA ad attaccare. In un solo giorno solo le navi statunitensi hanno scagliato su Tripoli 150 missili con una tonnellata di esplosivo cadauno.

La Libia era ricchissima e la sua gente era felice godendo di un welfare unico in Africa. L’Iraq era diventata una delle nazioni più industrializzate del mondo. Aveva un altissimo tasso di scolarizzazione e circa un milione di ingegneri. La Siria di Assad era un modello di armonia interreligiosa. I cristiani che vi vantano tradizioni millenarie si sono sempre trovati benissimo con il governo laico-socialista di Assad. Ora sono stati massacrati e dispersi dall’ISIS, un mostro creato dagli USA per uccidere ed infliggere sofferenze senza pagare dazio, senza apparire in prima persona.

Siria, Libia ed Iraq costituivano tre modelli sociali simili tra di loro, ma diversissimi dalle monarchie feudali clericali fondamentaliste preferite dagli americani. La Siria, in particolare, è una repubblica laica e socialista in cui le donne hanno diritto al voto sin dal 1971. Ha subito venti lunghissimi anni di dittatura francese a seguito degli accordi di spartizione predatoria stipulati nel 1916 denominati Dikes-Picot: accordi che diedero luogo all’occupazione francese della Siria ed a quella inglese dell’Iraq. La Siria ha una Costituzione fondata sul principio illuministico della tripartizione dei poteri. Un Parlamento di 250 membri che è stato rinnovato durante la guerra in corso, proprio a sottolineare la natura democratica della nazione.

Insomma, lo star bene della Siria della Libia e dell’Iraq suscitava invidie velenose negli USA ed in Europa. Avete presente il riccone panciuto che vede il suo ex mezzadro migliorare diventare benestante e aprirsi alla cultura ed ad un livello di vita superiore? Ecco: questo è l’atteggiamento degli americani verso i popoli che, liberati dalle catene del colonialismo, stanno meglio e magari si concedono un livello di welfare che gli USA hanno sempre negato e continuano a negare alla loro popolazione. Aggiungete a questo le aspirazioni di Israele e del potere finanziario mondiale che lo sostiene. Israele vuole la cancellazione della Siria e dell’Iraq dalla carta geografica per creare la Grande Israele. La liquidazione della Siria chiuderebbe per sempre la questione palestinese e piuttosto che due popoli e due Stati avremmo la riduzione ad apolidi del popolo palestinese. Non so se la Russia riuscirà a salvare la Siria o quello che resta di essa. Certo la migrazione del suo ceto medio intellettuale e professionale in Europa è il colpo di grazia inferto dopo quattro anni di aggressione tra le peggiori che si siano viste nella storia umana.

Il comportamento dell’Europa verso la Siria è stato ed è sommamente disonesto. L’Europa avrebbe dovuto discutere con Assad l’allontanamento umanitario della sua popolazione. Non ha invece nascosto la sua ostilità. Si sta prendendo i ceti più ricchi ed acculturati della popolazione siriana lasciando alle orride baraccopoli della Turchia e della Giordania altri tre milioni di derelitti. Come andrà a finire? Il tempo lavora contro la Siria perché l’esercito di leva non potrà quasi più rimpiazzare le perdite a causa dell’emigrazione di milioni di giovani, mentre l’ISIS rimpiazzerà le sue perdite con i soldi dello zio Sam e del principe Saudita.

Non sappiamo se la Russia difenderà fino in fondo la Siria come è suo interesse, ma purtroppo non è nelle migliori condizioni per farlo. Subisce un embargo doloroso e gli ebrei di Wall Street hanno fatto precipitare il prezzo del petrolio e del gas proprio per infliggerle una randellata in testa di quelle che stordiscono. Se Assad cadrà, cadrà pure la Siria come è successo con la Libia e l’Iraq.

Può darsi che nelle carte geografiche del prossimo futuro non la vedremo più. Perché l’Iraq, la Libia, la Siria vengono attaccati dall’Occidente. “Sadam se ne deve andare, Gheddafi se ne deve andare, Assad se ne deve andare?”. Certo, non perché sono delle tirannidi, perché se così fosse l’Arabia Saudita, la mostruosa monarchia sanguinaria proprietà personale della famiglia reale sarebbe stata attaccata piuttosto che essere la più fedele e la migliore alleata degli USA nel mondo musulmano assieme alla Turchia di Erdogan che fa parte della Nato e non è stata inserita nell’Unione Europea soltanto perché non vi si vogliono 100 milioni di islamici. L’Occidente si serve della Turchia senza tuttavia considerarla pari e da usare soltanto come Stato-gendarme per i kurdi e per quanti tra i popoli arabi aspirano alla dignità ed alla libertà.

Sull'Autore

Pietro Ancona

Pietro Ancona

Articoli correlati

0 Commenti

Non ci sono ancora commenti!

Non ci sono commenti. Vuoi aggiungerne uno tu?

Scrivi un commento

Scrivi un commento

Iscriviti a NdP tramite e-mail

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo sito, e ricevere via e-mail le notifiche di nuovi post.

Rubriche

Commenti Recenti

Condivido pienamente la tua analisi...

La sinistra unita si forma sui contenuti fuori il Palazzo,non dentro il palazzo,e' quella sinistra...

Occorre scongiurare un ritorno del vecchio , incarnato da un centro destra, sempre più rancido...

Seguici su Twitter